L’indipendenza del sistema universitario è valore essenziale fin dal tempo in cui, oltre mille anni fa, sorsero le prime Università

Noi sceglieremo il prossimo Rettore sulla base di una elezione in cui avranno diritto di voto i componenti del nostro Ateneo: questa è una caratteristica pressochè unica del nostro sistema.

Pensate a quale differenza esisterebbe nella nostra condizione se ciò avvenisse invece per nomina da un Ministero o da un’altra entità politica.

La nostra indipendenza, la nostra capacità di autodeterminazione, di fare scelte strategiche, sarebbe grandemente limitata.

Dobbiamo difendere questa nostra caratteristica come un bene inestimabile, ed unico.

Parimenti dobbiamo però evitare di chiuderci in una torre di autocompiacimento e autoreferenzialità.

Se vogliamo essere indipendenti dobbiamo essere capaci di confrontarci con l’esterno e anzi di vedere questo confronto come un arricchimento e non come un pericolo.

Se vogliamo autonomia e libertà dobbiamo coniugarle con la responsabilità di pagare per le nostre scelte e quindi con la necessità di rivalutare continuamente i risultati ottenuti.

Similmente dobbiamo far si che energie e forze esterne a noi, se eccellenti e competitive, trovino non solo la porta aperta ma siano addirittura attratte da Bicocca.

In questi ultimi anni ho visto moltissimi dei nostri concorsi riservati e candidati interni.

Penso che ciò sia in questo momento sbagliato e proietti al di fuori dell’università l’immagine di un sistema che teme l’esterno e non sa confrontarsi in campo libero.

Se sarò eletto opererò al fine di diminuire il più possibile i cosiddetti concorsi interni e di superare, in un futuro, il sistema dei concorsi.