Care Bicocchiane, Cari Bicocchiani,

Cari colleghi,

ho deciso di offrire la mia candidatura alla posizione di Rettore della nostra Università, cosa che spero farà piacere a molti di voi.

Questa candidatura è sicuramente la meno nota e prevista tra quelle già arrivate; penso pertanto sia doveroso per me spendere le poche righe di questo annuncio per spiegarvi, molto brevemente, tre cose: chi sono, perchè ho presentato la mia candidatura, come vorrei che il nostro Ateneo fosse tra sei anni.

Chi sono: ho 61 anni, sono professore di Ematologia e dirigo la Clinica Ematologica dell’Università presso l’Ospedale S. Gerardo.

Sono quindi un candidato proveniente da Medicina, ma non sono il candidato di Medicina, e la mia candidatura non origina da alcun endorsement del mio dipartimento.

Prima che in Bicocca ho lavorato all’Istituto Tumori di Milano, all’Università di Heidelberg (Germania), all’Università del Wisconsin a Madison (USA) e alla McGill University di Montreal (Canada).

Nella mia carriera ho contribuito a sviluppare nel 1999 imatinib, il primo farmaco specifico per la terapia della Leucemia Mieloide Cronica e che ha drammaticamente cambiato la prognosi di questa malattia; nel 2010 sono stato il primo ricercatore a trattare un paziente affetto da linfoma con un altro farmaco specifico, il crizotinib (per chi avesse interesse uscirà a breve un libro “Tu sarai la prima” che racconta il lato non scientifico di questa eccezionale scoperta); nel 2012 e 2015 ho scoperto due nuovi oncogeni coinvolti nella genesi di leucemie e di altre neoplasie ematologiche.

Nel nostro Ateneo ho sviluppato e messo a punto fin dal 2011 la possibilità per Bicocca di fungere da sponsor per studi clinici spontanei, una caratteristica essenziale per poter organizzare studi clinici indipendenti.

Maggiori informazioni sono presenti digitando il mio nome nelle edizioni italiana ed inglese di WikiPedia.

Perchè ho presentato la mia candidatura: in tutta sincerità fino a un mese fa non avevo idea di farlo, e la direzione della Clinica Ematologica e del mio laboratorio mi tengono abbastanza impegnato.

Sono stato però contattato da un numero di docenti e personale tecnico amministrativo i quali mi hanno sollecitato a candidarmi; a loro giudizio la mia presenza avrebbe offerto la possibilità di votare una candidato indipendente da condizionamenti e di grande capacità organizzativa.

Mi sono guardato dentro e ho capito che rispondere negativamente non sarebbe stata la cosa giusta.

La mia candidatura è frutto dei colloqui con queste persone nonchè delle interazioni che ho avuto in questi 15 anni con molti di voi, sia a Medicina che in altri Dipartimenti e anche con molti colleghi tecnico amministrativi.

Come vorrei che il nostro Ateneo fosse tra sei anni: vorrei vedere l’Università di Milano Bicocca divenire uno dei “leading institutes”, ma non a livello Italiano bensì Europeo.

Per fare questo voglio utilizzare tre semplici principi: Innovazione, Indipendenza, Inclusività.

Innovazione perchè la ricerca e’ l’unica caratteristica che, coniugata con la didattica, ci distingue da qualsiasi altra istituzione.

Fare ricerca significa innanzitutto mettere al centro la persona: il ricercatore, il docente, che con la sua tensione alla conquista del vero è il primo l’artefice di ogni scoperta.

Indipendenza perchè poterci autodeterminare assicura la nostra possibilità di seguire e implementare le strategie che scegliamo, a patto che essa sia coniugata con la responsabilità delle nostre scelte.

Inclusività perche’ ogni persona che lavora in Bicocca, a qualsiasi livello, deve sentirsi unico e determinante per il successo dell’Ateneo.

Inclusività si coniuga con “comunicazione” e “organizzazione” perchè sentirsi parte di un tutto implica una efficiente comunicazione in tutte le direzioni, e una valida organizzazione che lo permetta.

Se volete approfondire queste tematiche potete consultare le pagine che ho preparato con l’aiuto di alcuni amici e colleghi e che sono disponibili a questo indirizzo:

http://gambacorti.ilte-cml.org

Vi ringrazio fin d’ora per la vostra attenzione e per il tempo che vorrete dedicare a leggere il mio programma.

Carlo Gambacorti Passerini
Carlo Gambacorti Passerini